VUOI PORTARE ALLA LUCE I TUOI TESORI NASCOSTI?

Lucciole, ci servono lucciole.

Sono le 4.00 del mattino quando Michael Jackson telefona al suo manager per dirgli di alzarsi immediatamente e prendere nota di un’improvvisa ispirazione. Lo racconta Emily Fletcher, istruttrice di meditazione, che sottolinea l’importanza di questo passaggio nel documentario dedicato alla leggenda del pop : “Michael sapeva che se non avesse agito subito, se non avesse iniziato con la creazione, l’idea sarebbe stata perduta per sempre e la Natura avrebbe cercato qualcun altro. Prince, ad esempio”.

Non è l’unica a sostenere che l’Universo sia costantemente in cerca di persone sveglie, disposte ad alzare la mano e urlare “presente!” per portare alla luce qualcosa di nascosto e meraviglioso, ma se non si è pronti o se non si ha voglia di fare, passa tranquillamente oltre e sceglie qualcun altro.

Questa estate ho dedicato tempo alla lettura di libri che avevano attirato la mia attenzione e giacevano sotto una pila di nastri in doppio raso, in attesa di essere riscoperti. Pensandoci bene, il giorno in cui li ho acquistati ero entrata in libreria in attesa di un appuntamento e, vagando tra gli scaffali, qualcosa mi aveva spinto a sceglierli, potrei dire l’istinto, forse, o per una certa armonia grafica delle loro copertine colorate. Oggi mi rendo conto di come, in modo diverso, tutti parlino dei segnali di fumo che la vita manda generosamente e del modo in cui a volte rispondiamo senza rendercene conto.

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Mi è rimasto particolarmente impresso l’episodio raccontato da Elizabeth Gilbert in “Big Magic” e lo voglio condividere con te perché ha davvero dell’inverosimile. Elizabeth – quella del best seller “Mangia, prega, ama” da cui è stato tratto l’omonimo film che vede Julia Roberts divorare pizze e babà come se non ci fosse un domani –  si concentra sulla magia del processo creativo e sull’interazione tra uomo e  idee; spiega come nel bel mezzo della scrittura di un romanzo, sia stata  costretta ad abbandonare appunti e lavoro per vicende familiari e, una volta ripresa in mano la trama, abbia percepito chiaramente di aver perso l’entusiasmo che l’aveva portata due anni prima a fare lunghe ed accurate ricerche. La vera magia accade qualche tempo dopo, quando confrontandosi con la collega Ann Patchett, scopre che l’ultimo romanzo dell’amica ripropone la stessa storia alla quale aveva lavorato con tanta passione. Le scrittrici si rendono conto di come l’Idea, che era entrata in contatto con Elizabeth, non avendo trovato l’energia necessaria per concretizzarsi, l’aveva abbandonata per passare ad Ann – probabilmente durante il loro ultimo incontro. Sì, ho fatto anche io quella faccia: assurdo, vero?

Mi chiedo se si possa dire con certezza che l’Universo sia in cerca di un Prescelto per ogni grandioso progetto o se, più semplicemente, la vera magia avvenga quando si decide di riconoscere i propri tesori nascosti e portare avanti una ricerca personale, contribuendo positivamente alla specie umana, al mondo in cui vivranno i nostri figli.

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È di questo parere  il fondatore di Mindvalley, Vishen Lakhiani che ne “Il codice della mente straordinaria” ci invita a trovare la Vocazione, quella qualsiasi cosa che quando la fai riempie tutto di significato e la faresti sempre, con passione, in modo gratuito;  per l’autore stabilire i propri obiettivi finali vuol dire gettare le basi per qualcosa di magico. “Magari non sai come arrivare alla tua destinazione, potrebbe essere che tu non sappia nemmeno quale sia, ma nella tua mente accade qualcosa di meraviglioso e nulla è più come prima”: quando la trovi emergono le giuste occasioni e le persone che ti permettono di arrivarci. Il percorso non sarà mai una linea retta: incontrerai crolli, ostacoli e numerose soste, ma tutto (l’Universo?) saprà come indicarti la strada e, in quest’ottica, anche i momenti negativi saranno cartelli che ti guidano verso la meta giusta.

Proprio quello che accade a Chiara Gamberale, che ogni giorno decide di fare qualcosa di diverso per uscire da una situazione stagnante e dolorosa: il suo romanzo, “Per dieci minuti” non è altro che la narrazione di tanti piccoli incantesimi travestiti di quotidianità che avvengono nel momento in cui lei decide di muovere un passo, di agire e tornare ad essere curiosa. Coincidenze, sincronismi e colpi di fortuna che la spingono avanti e le permettono di tornare a vivere, rendendola una persona migliore. Oltre che ricca e di successo!

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Forse, invece di chiederci “Cosa voglio fare da grande?” sarebbe più opportuno domandarsi “Quali segni positivi voglio lasciare nel mondo durante la mia vita?”; non è mai troppo tardi per farsi questa domanda, tantomeno per rispondere. C’è chi ti prenderà per pazzo, chi sarà preoccupato per te e chi, invece, ti seguirà: non c’è niente di più affascinante e magnetico di una persona che vibra di vita e passione. Certo, tra il dire e il fare la strada è lunga eppure qualcosa di concreto lo si può tentare subito: tutti gli autori concordano sul fatto che basta un piccolo passo, un minuscolo passo per dimostrare al mondo la propria intenzione. Pare che stavolta l’intuito abbia voluto mettermi in guardia: cerca i tuoi tesori nascosti, agisci con entusiasmo e la vita non tarderà a inviarti.

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