3 cose che dici che ti stanno rendendo povero – Parte Prima

I soldi non fanno la felicità. Edit: i soldi non fanno la felicità, se li sprechi o li usi male.

Essendo cresciuti in un mondo in cui non passava giorno senza che al telegiornale non si annunciassero i peggioramenti di inflazione, crisi, disoccupazione giovanile e prezzo del petrolio, per noi i soldi hanno assunto una valenza di Santo Graal. 

Iniziamo a vederli tardi perché gli stage gratis sono la norma, e una volta avuti siamo bombardati di convenzioni, tradizioni, obblighi sociali secondo cui dovremmo spenderli.

Se vai a un matrimonio ci si aspetta che tu faccia un regalo da tot. 

Se esci il sabato sera spendi almeno così. 

Le ferie sono obbligatoriamente ad agosto ma l’aereo costa cosà.

 

 

Non siamo soli: molti giovani statunitensi si sono accorti che abitare in città in cui una bevuta costa diciotto dollari e un toast con l’avocado ne costa dodici può essere problematico, soprattutto se sei uscito dall’università con trentamila dollari di debito. 

I millenians quindi si stanno impegnando in una “dieta finanziaria” direttamente figlia del minimalismo.

Ora: io sono assolutamente a favore dello spendere i soldi, quando si tratta di occuparci di noi e di darci una scarica di dopamina. Ma ci sono alcune cose che ci ripetiamo, alcuni riti sociali che ci stanno rendendo più poveri di quello che saremmo se imparassimo qualche trucchetto per difenderci. E a noi l’autodifesa verbale piace tantissimo.

 

Pronti?

 

  1. Bisogna spendere soldi in esperienze!” Questo è un mantra che si ripete da anni, abbastanza anni per cui chi vende esperienze si è organizzato per far in modo di assorbire più soldi possibile da questi trionfo dell’immateriale. Ogni volta che spendiamo, sentiamo una vocina che ci dice “sei una brutta persona” o “sei una brava persona”. Questo è la summa del neuromarketing. Se spendi in cose che ti fanno sentire parte del gruppo giusto e ti fanno sentire migliore allora tutte le tue difese mentali saltano. Eppure la dicotomia “esperienze” versus “cose” non implica necessariamente che debbano vincere le prime. Comprarsi dei fiori freschi da mettere sulla tavola o un cuscino particolarmente comodo possono autenticamente darti gioia e migliorarti la vita, esattamente come un viaggio deludente può peggiorarla.

 

Perché ci impoverisce? Perché spendere alla cieca decine o centinaia di euro per una imperdibile gita in elicottero, o per dormire in una baracca senza elettricità su un’isola deserta, o per fare il bagno ad un elefantino sotto sedativi è la versione turistica di H&M. Fare tour forzati del sud-est asiatico due-giorni-in-ogni-posto è l’equivalente di un pomeriggio di shopping, ma pensato per impiegati che devono staccare la spina. È consumismo puro e semplice che serve a zittire la vocina che dice “non sto traendo il massimo di ogni esperienza! Non mi sto godendo la vita! Devo vedere tutto e riempirmi la testa di ricordi!”. La bulimia di esperienze, per quanto in buona fede, non ci renderà migliori (e, non ultimo, ci espone a truffe di ogni tipo. Il padrone della baracca senza elettricità sa benissimo che viene pagato di più se benestanti occidentali possono vivere la magia della notte senza luce, ma tranquilli che lui la luce in casa ce l’ha eccome).

 

 

Come ci difendiamo? Quando sarai alla macchinetta del caffè di ritorno dalle ferie e sarai invitato a raccontare delle tue vacanze, rimani sereno e riposato e dì: “Io ho passato le vacanze nella vecchia casa dei miei nonni per rilassarmi e scrivere. Come sai mi interesso di fotografia, e lì ho potuto ampliare il mio portfolio e avere la calma necessaria per scrivere i testi per la mostra che farò a ottobre. Inoltre ho potuto riprendere in mano vecchie ricette popolari e fare due settimane di detox dai surgelati e dormire, mi sento davvero meglio”. Poi guarda la faccia di chi non ha ancora smaltito il jet lag. Soooo cool. Le esperienze hanno valore in base a quello che gli dai tu. Dai, nell’epoca di Instagram davvero devo spiegarvi che in ogni angolo può nascondersi qualcosa di meraviglioso? Scegli le vacanze e le esperienze che ti fanno stare davvero meglio, non che zittiscono il tuo senso di colpa o alimentano il tuo desiderio di “anche io!! Anche io!!”. E quando decidi di partire, sii consapevole che dovrai fare delle scelte. E che nessuno è mai morto perché ha passato un pomeriggio a leggere nel giardino del bungalow anziché scapicollarsi verso la tappa successiva.

 

Leggi i prossimi articoli per scoprire i prossimi punti!

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