Guida alla moda per nerd

Essere nerd, al giorno d’oggi, è diventato uno status di cui andare fieri, dotando quindi di una certa autorità la falange dei nerd oligarchici che vorrebbero un mondo nerd scevro da velleità fashioniste governato solo da puri nerd in divisa Maglietta con gioco di parole geek – jeans usurati.

 

Eppure le ragazze nerd sarebbero le candidate perfette per diventare delle vere esperte di moda. Nessuno pone più passione, cura nel dettaglio, capacità di fare dei collegamenti, entusiasmo per il nuovo e costanza nel risparmiare soldi per avere l’oggetto del desiderio di una nerd.

 

Hanno tutte le carte in regola, ma spesso i loro entusiasmi modaioli sono stati spenti sul nascere da una rigida condanna sociale nei confronti del mondo delle Ragazze Frivole. E questo è molto ingiusto.

 

Barbie-Tmag

 

Alcune vivono felicemente la loro condizione, in particolare se si tratta di studentesse universitarie fuori sede di informatica cui basta lavarsi i capelli per essere le più glamour della cumpa.

 

Ma altre, in un angolo del loro cuoricino, vorrebbero prima o poi che qualcuno facesse loro un complimento diverso da “wow! Hai davvero visto tutta la prima serie in una notte? Grande!”. O magari sono arrivate in quella fase della vita in cui devi presentarti ad un colloquio di lavoro, o a discutere la tua tesi di dottorato, o parlare ad un congresso.

 

E, se siete arrivate su questo articolo, c’è la possibilità che voi apparteniate proprio a questa categoria.

 

Voi vi meritate qualcosa di più. Soprattutto se dovete valorizzare qualcosa di vostro, vi meritate il quarto d’ora di vantaggio che la bellezza vi concede nello span di attenzione del vostro interlocutore perché sì, la luce viaggia abbastanza veloce, e chi vi guarda si fa un’idea su di voi prima che gli parliate.

 

Che è anche il motivo per cui Catullo e Dante hanno scritto autostrade di poemi pur avendo scambiato sì e no un “ciao, hai visto, oggi fa freschino” con la controparte. Non possiamo impedire al nostro corpo di comunicare.

 

Quindi, care mie, questa è SCIENZA. E a voi, tendenzialmente, la scienza piace.

Allora, siete pronte per un cambio di stagione affrontato in maniera rigorosa?

  1. La raccolta dati. Molte ragazze non sanno davvero che taglia hanno. Per questo sbagliano regolarmente comprando cose troppo grandi o troppo piccole, devastando ogni possibilità di allure femminile. Soluzione: andate su Asos, o su Zalando, dove vi pare, e andate alla sezione Misure. Lì vi si spiega dove e come misurarvi. A questo punto prendete un metro da sarta e fatevi misurare da una vostra amica e TA-DAAAN! Sapete le vostre taglie. Importante! Questa non è una fase in cui vi giudicate, è una fase in cui raccogliete dei dati. Sono numeri. Vi servono per capire quale taglia vi sta. Ok? Le taglie sono una convenzione. Convincetevene prima di andare avanti. Con la 46 non siete grasse. A meno che non vi ostiniate a voler entrare nella 44. Allora sì, starete di merda e sembrerete Jabba. Mangiate quel Kinder Bueno e compratevi un paio di jeans della vostra taglia, win-win.
  2. La Bellezza Interiore. Cioè la biancheria intima. Biancheria mediocre vi starà in modo mediocre. La biancheria deve fare il suo dovere, cioè sostenere, scaldare ed essere invisibile. È il necessario dietro le quinte. Uno dei capi su cui la taglia si sbaglia più spesso è proprio il reggiseno, e se ne portate uno sbagliato troppo a lungo rischiate di farvi anche del male. La biancheria intima non deve stringere, fare segni, arrotolarsi, fare pieghe o fare trasparenze strane. Se la vostra fa così, buttatela su-bi-to. Shopping: vi servono almeno 3 reggiseni, di cui uno senza spalline, 3 slip per ogni reggiseno di cui almeno uno senza cuciture o un tanga (niente segni, ripeto, niente segni! La chiappa segnata è brutta, punto) e qualche canottiera bianca con le spalline sottili. L’ideale, se non ve la sentite di osare con pizzi e colori, è che sia tutto in cotone bianco, eccetto il reggiseno senza spalline che conviene color carne. Lasciate perdere i super push-up. Sono ridicoli e fanno male.
  3. La bellezza interiore 2. Cioè la depilazione e il corpo in generale. Una mia zia, donna elegantissima e molto furba, mi disse una cosa giusta: a vent’anni puoi pure metterti sempre lo stesso paio di jeans da dieci euro, ma devi investire sul tuo corpo, perché con quello getti le basi per un’età adulta da bomba. Trovati un ragazzo che ti ami anche con i peli, ma levali regolarmente. Per te, non per lui. Shopping: Vi serve una brava estetista e dovete andarci una volta al mese. E dopo la doccia, passatevi dell’olio di mandorle. Ce ne sono di economici e senza profumo. Ci mettete cinque minuti, vi eviterà le smagliature per cinque anni.
  4. Aria! Avere tante cose non è sinonimo di sapersi vestire. Spesso è semplice disorganizzazione. Già la mattina è un momento difficile, almeno fatevi un favore ed evitate di dover rovistare fra venti capi mediocri per trovare le uniche cinque cose con cui vi sentite a vostro agio. Aprite l’armadio e buttate tutto quello che non vi sta, o è rovinato, o stinto, o ha i pelucchi, o non avete messo nella stessa stagione l’anno prima. Se non lo mettete mai non vi serve, anche se lo avevate pagato un sacco di soldi. Chiamate un’amica e dedicate un pomeriggio ad una bella purga.Wardrobe-TMag
  5. Cosa Evitare Come La Peste. Ora che avete fatto una bella pulizia, ecco le basi da imparare a memoria prima di uscire a comprare vestiti: se c’è un grosso logo in evidenza, se ti sta stretto o largo, se ha le cuciture fatte male (troppo visibili o che non sono l’asse di simmetria per la fantasia del tessuto) e se lo hai visto in ogni vetrina restituiscilo alla commessa ed esci sorridendo.
  6. Altre cose da evitare come la peste: le Birkenstock (a meno che non facciate la catechista dell’ACR e siate alla Giornata Mondiale della Gioventù), le Lacoste scolorite, i prodotti contraffatti, i leggins fantasia se non state facendo yoga, I pantaloni con le tasche al ginocchio (anche lì, o siete agli scout o è un big no-no), i jeans con più strappi che tessuto, le scritte e i disegni quando avete un seno prosperoso e la scritta non si legge o l’immagine non si vede. Queste sono cose che non donano a nessuno, no matter what.
  7. Come scegliere. Siccome avete un armadio vuoto (a parte il cassetto delle mutande) ecco una serie di consigli per andare sul sicuro. Primo: preferite il monocromo alle stampe. Le stampe spesso sembrano scadenti, mentre i monocromo si trovano buoni anche nelle grandi catene low cost. Inoltre colpiscono e danno subito carattere. Avete presente La La Land? C’è sempre un colore dominante, preferibilmente primario. E i primari si abbinano benissimo con il bianco e il nero. Secondo: i tessuti. In linea molto generale, più il tessuto è grosso e pesante più conviene andarci leggeri col colore. Meglio un sottile maglioncino a collo alto nero e un grande e avvolgente maglione color panna che il contrario. “Ma non rischiamo di essere noiose?” Tranquille, ai fronzoli ci arriviamo.
  8. Su cosa spendere. Il budget non deve essere grosso, bisogna saperlo usare. Spendete tanto su un cappotto, le scarpe invernali (un paio di stivali è un ottimo investimento) e una bella borsa capiente. Di seguito, vengono un paio di jeans che vi stiano perfettamente, un paio di ballerine nere e un paio di pantaloni neri classici, una camicia bianca, un maglioncino nero tipo quello di Audrey Hepburn in Cenerentola a Parigi e uno colorato come quelli che dicevamo sopra (sul colore, chiedete aiuto. Il blu vivo è il più sicuro). Opzionali ma interessanti: i jeans bianchi. A basso costo tanto si ricompra e ne fanno di continuo: una T-Shirt bianca, una giacca nera sportiva (tipo quelle di Zara), i sandali estivi (vietato spendere per i sandali!), gli abitini estivi.
  9. Abbinare: avete posato le buste? Bene, ora arriva la parte divertente. Primo, i colori: un colore base (bianco/nero/beige ma attente che il beige sta male a un sacco di gente) + un colore vivo. Armonia: scopri o le gambe o il busto. I tessuti sottili vanno più vicini alla pelle, quelli grossi più verso l’esterno. Se sopra hai qualcosa di fasciante, sotto ci vuole una gonna ampia e vice versa. Già, le gonne, non ne abbiamo ancora parlato!
  10. Le gonne. Gonna al ginocchio chiama tacco. Ragazze, ve lo dico: una gonna a matita al ginocchio con le ballerine o i tacchi bassi (aka sotto agli 8 cm) farebbe sembrare pure Adriana Lima una segretaria demotivata che si lamenta del lunedì. Se sapete portare solo le scarpe e gli stivali bassi, accorciate la gonna. Gonna a ruota e scarpe da tennis solo se recitate in Grease. Mini-minigonna o shorts e tacco alto solo se sono le tre del mattino e siete a Las Vegas.
  11. I tacchi. Sono ok solo se ci sapete camminare con disinvoltura. I tacchi come si deve costano, per questo in questa fase non li ho inseriti nei must-have. Comunque, un piccolo Bignami: è sempre meglio che siano in armonia con il corpo (se siete molto basse i tacchi da 15 cm alti come metà del vostro polpaccio vi faranno solo sembrare bambine che giocano con le scarpe della mamma, mentre se siete delle valchirie tipo me i tacchi da cinque centimetri ti fanno subito Clarabella. Insomma, equilibrio.) ed evitare i plateau troppo spessi. Indicativamente, quando le scarpe molto alte iniziano a essere comode deve suonarvi una sirena di allarme-tamarro.
  12. Trucco & Parrucco: come dice Claudia, i capelli sono più importanti del trucco. Intanto perché presumibilmente ce li avete costantemente in testa, mentre il trucco va e viene. Vi serve un taglio e un colore che non vi obblighi ad alzarvi alle cinque per fare la piastra, perché il giorno che non vi va siete fregate. Andate da un parrucchiere. Qui mi fermo, perché io non ho ancora capito come fare per spiegargli di tagliare poco. Trucco: con un po’ di trucco tutte stanno meglio, sempre. Un sacco di profumerie fanno dei mini-corsi gratuiti. Se avete le mani, siete perfettamente in grado di truccarvi. Ma mi sa che per il trucco ci vuole un post ad hoc.Trucco-Tmag
  13. E la parte nerd? Ok, ok, vi avevo promesso i fronzoli. Magari avete comprato una Giratempo a Lucca. E siete piene di magliette delle serie TV. Ora vi stupirò: vanno benissimo! Se sono parte di voi e vi ci sentite bene, fate bene a indossarle. Devono però rispettare il punto 5 e avere un colore che vi dona. Io con una t-shirt di XKCD, una giacca nera e dei jeans skinny sono andata persino in riunione. Vi dirò, con una giacca di pelle, un bel paio di occhiali da sole e una gonna a ruota stretta in vita può essere la vostra firma e rendervi irripetibili. L’importante è che vi ricordiate che quello è già un elemento forte, quindi il resto deve essere più basico per valorizzarlo.

 

La lista è finita care, fatemi sapere come vi siete trovate e se siete nel dramma fate un fischio che il Team Tonico è qui per voi!

 

magazine-tonico-team-Giorgia-speaker

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