STORIE DI CAPELLI: significati, esperienze e coraggio!

“Tanto sono solo capelli”, un’espressione che mi è stata rivolta spesso, mentre decidevo se tagliare la mia lunghissima chioma.

Ma sono davvero “solo” capelli? Durante una ricerca svolta in Ghana ho scoperto che sono una posizione politica e sociale, una moda, un’espressione di self-love e molto altro.

La notte del 13 settembre del 2016 non riuscivo ad addormentarmi. Il giorno dopo avevo un appuntamento con la mia parrucchiera di fiducia alla quale volevo chiedere di tagliare ben 50 cm dei miei capelli. I motivi dei timori erano di varia natura ma il più importante era legato al mio background russo. Da quella parte della mia famiglia la bellezza di una donna è sempre stata misurata in base alla lunghezza dei suoi capelli. Tagliarli era come annunciare esplicitamente “voglio essere brutta”. Mi tranquilizzavo convincendomi che “tanto sono solo capelli, ricresceranno”. Però non è proprio cosi, non sono “solo capelli” – sono l’estensione di noi e sono il risultato di scelte fatte con cura. Ci identificano, ci rendono chi siamo. Allora, perché ho deciso di tagliare una preziosissima parte di me? La mia decisione era il risultato di un viaggio in Ghana.

Ero partita per il Ghana con l’intenzione di esplorare un fenomeno molto interessante, il ritorno dell’afro. Questo stile era dovunque: nei giornali, sui social e fra le mie amiche del West Africa che avevo conosciuto durante soggiorni a Luanda, Punta Nera ed Accra. Volevo vedere quale logiche stavano dietro alla ricomparsa dei capelli naturali ed ero convinta di trovare una risposta nel paese dove il pan-africanismo (un movimento per la solidarità di popoli di discendenza africana) ha avuto una forte presa. La scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie, in un’intervista data a Channel 4 News, aveva detto

“black women’s hair is political”

Credevo profondamente in questo legame e volevo trovare conferme. Nelle interviste svolte il discorso politico ha avuto un importante ruolo, però è emerso anche un discorso attorno a questioni come la moda, sentirsi belle e avere alternative.

Dal lato politico e sociale della questione, la scelta di una pettinatura o di un taglio è circondata da costrizioni. Molte donne ritengono i capelli lisci fondamentali per integrarsi in un ambiente di elite e nel mondo professionale. Alla base di questa concezione sta l’altissima presenza di stranieri e di aziende estere in Ghana, arrivati in gran parte dopo l’indipendenza. In molte di queste aziende il management, e quindi le persone che rappresentano il successo, è spesso rappresentato da espatriati bianchi. Anche i luoghi frequentati per lo svago tendono a riflettere questo rapporto di divisione in base al colore della pelle. Per integrarsi nell’ambiente diventa importante adattare anche certe caratteristiche dell’aspetto fisico che possono “sbiancare”. Stirare i capelli fa parte di questo.

La pubblicità di un hair relaxer ad Accra.

In tale contesto i capelli naturali sono un simbolo di ribellione e spesso vengono visti male dai colleghi e famigliari, per sapene di più sul pensiero dominante leggi qui.

Lo stile era partito nei primi duemila con poche donne appassionate che mostravano la loro resistenza alla supremazia bianca e facevano vedere al mondo i loro capelli naturali. Sottolineavano la semplicità e il dinamismo di questo stile. Infatti un’idea condivisa da molte era che i capelli africani crescono pochissimo e non possono essere adattati a stili diversi. Queste idee venivano smentite e l’afro diventava un’interessante alternativa. Negli anni successivi, per una serie di motivi legati alla moda, ai social e alla maggiore disponibilità di prodotti, i capelli naturali hanno iniziato a diffondersi. Con il tempo però hanno perso per molte il significato di self-love e resistenza ai valori di bellezza occidentale. È diventato uno stile alla moda e anche uno status symbol. L’afro infatti, non è democratico, è uno stile che richiede visite settimanali dalla parrucchiera e quindi è possibilie solo per coloro che hanno tempo e soldi.

Lupita Nyong’o, Maria Borges e Solange Knowles con i capelli naturali.

Un contributo enorme dell’afro era stato mostrare alle donne che hanno alternative nella cura dei loro capelli. Possono tenere le extensions, trecce, parrucche, possono stirare i capelli, ma possono anche semplicemente tenerli cosi come sono, al naturale. L’approccio ai capelli di moltissime donne ghanesi oggi è di apertura. Tutti gli stili sono apprezzati, c’e’ chi preferisce uno e chi preferisce l’altro ma non ci si ferma mai su una specifica pettinatura.

I capelli cambiano, si adattano alle esigenze, agli umori, ai periodi dell’anno e della propria vita.

Io ho tenuto i miei capelli lunghi per molti anni. Sia d’estate quando faceva caldo e si appiccicavano alla schiena, sia d’inverno quando mi facevano da coperta. Mi nascondevo dietro alla mia chioma nei momenti di insicurezza, ma rimanevo nascosta anche quando ero più coraggiosa e sicura. Insomma, i miei capelli non si adattavano sempre alle mie esigenze. Con gli anni, inoltre, ero cambiata e mi sembrava che non definissero più chi ero diventata. Quindi il 14 settembre, alle quattro del pomeriggio, ho salutato la mia lunga chioma e ho abbracciato la nuova me.

Dietro a ogni taglio o acconciatura c’è una storia. La vostra qual’è?


Prima e dopo.

3 thoughts on “STORIE DI CAPELLI: significati, esperienze e coraggio!

  1. Wow, che bello quest’articolo…esplicita e completa un pensiero che ho anche io da tempo: non è mai solo questione di un taglio di capelli. I nostri capelli assumono dei significati profondi per noi donne: io,dopo averli portati lunghi per una vita, quando qualche anno fa li avevo tagliati in un caschetto corto avevo passato due giorni a piangere davanti allo specchio, non mi riconoscevo più, mi sentivo brutta…In realtà hanno poi segnato un cambiamento anche interiore. SPesso noi donne cambiamo taglio per legittimare con noi stesse un cambiamento importante, prima di affrontarlo, secondo me!

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    1. Sono contentissima che ti sia piaciuto! Anch’io all’inizio ero rimasta un po’ male dopo il taglio. Però tenevo sempre presente la sicurezza in se che avevano le mie interlocutrici in Ghana. Parlare con loro è stato empowering. Il taglio è stato empowering! Mi ha stravolto la vita.

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