SOLDI E SOGNI, MA PRIMA CI VUOLE UNA MENTE APERTA

Se c’è una cosa che non mi manca, è una mentalità aperta.

E’ un dono? E’ un risultato di un attento esercizio?

Non saprei, penso un insieme delle due cose, condito da ampie incursioni nei libri fin dalla più tenera età, che si sa, cosa c’è di meglio per aprirsi la mente?

Non lo scrivo però per bearmi di me stessa, che altrimenti il mio primo articolo sarebbe già finito.

Seguitemi, poi ditemi se fila.




Chi è di mente aperta tende a ignorare i problemi che potrebbero derivare dall’incontro con altre menti non altrettanto aperte.

E sbaglia, clamorosamente.

Io mi sono scelta un lavoro che tocca un ambito molto delicato della vita di ognuno di noi: sono una consulente finanziaria, mi occupo dei soldi delle persone.


Funziona così: una persona viene da me, mi parla della sua situazione finanziaria attuale, dei suoi sogni e dei suoi obiettivi e io le porto una proposta di investimenti dove le parole d’ordine sono pianificazione e personalizzazione. Senza pianificare non si va da nessuna parte, anche quando si parla di risparmiare per poi spendere tutto in tuoi sfizi: puoi darti l’obiettivo più figo del mondo, ma se poi non lo persegui perché ti sembra di non vedere il punto d’arrivo, non lo raggiungerai mai.


All’inizio di questo lavoro, mi sono scontrata spesso con un ostacolo: la diffidenza.

Io le vedevo ovunque, certe occhiate.

Scettiche, dubbiose, sospettose.

Dicevano: “Non me la stai contando giusta, qual è il vantaggio per me, in tutto questo?”.

Dicevano: “Mmmh, questa ragazza è troppo giovane, cosa vuole saperne di investimenti?”.


Perché ho deciso di iniziare raccontandovi di una difficoltà?

Perché è proprio da qui che sono poi ripartita.

Mi sono rimboccata le maniche, ma prima ho pianto lacrime di rabbia e di tristezza, perché non era così che me lo immaginavo, questo mestiere.

Lo sentivo utile, lo sentivo importante, lo sentivo fondamentale.


Eppure non riuscivo a comunicarlo veramente alle persone, né riuscivo a trovare le persone con cui dialogare e che sapevo mi avrebbero ascoltato. Ci è voluto un bel po’ prima di riuscire a ripartire sentendo di avere il passo giusto: per un po’ ho collezionato clienti sbagliati, trattative stancanti, la sensazione di fare molte cose ma di non trovare un orizzonte che fosse davvero il mio.


Ero partita, molto ingenuamente, da come sono fatta io, che ascolto chiunque mi parli di qualcosa che non conosco e solo dopo decido se mi può interessare o meno: questo intendo per mente aperta.

E la prima lezione è stata questa: avevo sbagliato, non potevo pretendere che tutti fossero fatti come me.


Eppure non volevo demordere, lo sapevo che là fuori c’erano delle persone fatte proprio così: attente, curiose, aperte, gentili, precise, rispettose del lavoro altrui perché amavano il proprio quanto io amavo il mio.

E a poco a poco aggiustavo il tiro, facendo esercizio sul campo e chiedendomi cosa mancava per trovare un tratto d’unione tra me e quelle persone con cui volevo parlare e che, ne ero sicura, volevano parlare con me.


Nel frattempo analizzavo la mia figura e il mio sentirmi diversa anche dai miei colleghi: ero una giovane donna in un mondo di uomini d’esperienza in giacca e cravatta.

Eppure, là fuori c’erano delle persone desiderose di parlare con me e non con loro. Semplicemente penso che ognuno di noi si incastri meglio con un certo tipo di persona, non tutti andiamo bene per tutti, anche lavorativamente parlando.   


Quando ho aperto un blog e la mia pagina Facebook, le occhiate di diffidenza si sono trasformate in occhi con rughette di espressione di felicità.

Le mie lacrime si sono trasformate in un entusiasmo crescente.


La sensazione di non riuscire a dare alle persone ciò che volevano si è trasformata nel mio approccio: trasparenza, etica, personalizzazione, semplicità e divertimento nel comunicare.

Una parola fondamentale mi ha aiutato e mi accompagna in questo percorso con i miei clienti: educazione finanziaria.


Vuoi sapere cosa è cambiato? Ho scoperto che le persone a cui voglio parlare e che vogliono parlare con me vogliono anche essere consapevoli di quello che fanno con i loro soldi. Io gliene do modo spiegando loro cosa andiamo a fare insieme.


L’educazione finanziaria è uno strumento potentissimo nelle tue mani, se ce l’hai riesci a capire le vie che si diramano davanti a te.

Sapere è potere, basta avere voglia di sbattersi un pochetto!!


Ed ecco a te il primo passo per aprirti la strada verso una consapevolezza finanziaria: come ci ha detto Roberta, la cultura è quella che ci fa fermare all’idea che “[…] dei miei soldi me ne occupo io, non ne vado di certo a parlare con un estraneo, e poi sai, oggi ci sono rischi ovunque, meglio che li tenga sul conto corrente!”.

Una mente aperta serve anche per aiutarti a realizzare quei sogni che hanno bisogno di un po’ di denaro per vedere la luce.

Segui i miei post e coltiva la tua consapevolezza finanziaria e, con essa, i tuoi desideri.             


Chiara Sinchetto Cosulente finanziario

  

  

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