5 mosse per sopravvivere al lavoro da dipendente

“Vi lascio e me ne vado!” ripeteva sempre una mia collega con tono ironico ma neanche troppo.

Si, perchè lavorare in una corporate come dicono quelli smart lascia spesso l’amaro in bocca.

Gli anni 2000 hanno portato crisi economiche ingenti, così le aziende multinazionali hanno trovato una scusa valida per guadagnare ancora di più lasciando a casa people, quelle stesse people che definiscono il vero valore aziendale!


Bullshit diremmo se abitassimo nella Silicon Valley ma siamo in Italia per cui, senza mezzi termini esclamiamo in coro: “Tutte cazzate!”.

Si, tutte cazzate le vision e le mission delle pagine intranet aziendali che reclamano senza sosta il valore delle persone, l’importanza della Diversity&Inclusion e il Personal Development come drive aziendale.

 

Se, come me, lavori in una grande azienda sarai, nel migliore dei casi, spettatore, e nel peggiore, attore di un cumulativo Burn Out della classe medio-dirigenziale.

Burn Out è uno dei tanti inglesismi che definisce un nuovo stato clinico  che si manifesta quando si vive un periodo di stress protratto nel tempo e associato alla sensazione di non arrivare mai all’obiettivo.

Ti dice qualcosa? Personale ridotto all’osso, target sempre più alti e stringenti nel tempo. 

 

Non si ha più la possibilità di gioire per un successo ottenuto perchè si è già in ritardo sul raggiungimento del successivo.

Si lavora da remoto che significa zero contatto con i colleghi e reperibilità h24.

 

Chi cresce a dismisura è la disillusione generale, ma non temere caro lavoratore dipendente, se questi anni hanno messo in ginocchio la lealtà aziendale, le politiche di austerity hanno fatto aprire gli occhi ai lavoratori di oggi.

 

Non ti fidare comunque di quei blogger che ti dicono di lavorare 4 ore al giorno, viaggiare per il mondo e guadagnare seguendo semplicemente un’infografica.

Sono tutte belle parole ma quando il capo urla che vuole i risultati e sono le 11:00 di sera devi sovrastimarti, non puoi chiedere aiuto, il tuo capo ti farà sentire sicuramente in colpa e vacci tu, caro autore di infografiche da quattro soldi, a spiegare al mio capo che non può avere tutto!

 

E allora eccole qua le 5 mosse reali per mitigare il Burn Out

 

Rest

Che non significa rest-are fino a notte fonda a lavorare, ma riposarsi.

Devi permettere alla tua mente di rigenerarsi, ritemprarsi e trovare nuovi stimoli. Altrimenti andrai in loop e le tue capacità di ponderare la gravità della situazione ne verrà meno.

Mio marito mi dice sempre che quando vado in trasferta lui va in crisi. Si trattiene fino a tardi in ufficio e a casa non ha me che lo tedio perchè non abbiamo ancora deciso dove andare in vacanza. Così gli ho preso 3 gatti, funziona! La sera, mentre sono in albergo, ricevo selfie di lui con i gatti e so che, almeno per qualche minuto non sta pensando al budget da chiudere. Missione compiuta!

 

La passione non esiste

Non lagnarti continuamente perché il tuo lavoro non ha niente a che fare con la tua passione. Qual è la tua passione? La tua passione ti darebbe uno stipendio? Se si, metti in pratica la tua passione e preparati a vederla affievolire perchè prenderà ben presto il nome di lavoro. Se la risposta è no, mi dispiace ma devi tornare a fare quello per cui sei pagato.

Io ho trovato la mia passione acquistando un capo firmato al mese, mi dico che lo stress che subisco è il prezzo per quella giacca fantastica che ora è nel mio armadio.

 

Non essere realistico

Piuttosto cambia la prospettiva della realtà attorno a te. Quella che chiamiamo realtà non è la realtà assoluta ma solo il nostro punto di vista. Molto spesso i dipendenti aziendali si sentono frustrati e guardano tutto in modo cinico e sempre e solo attraverso la propria lente di ingrandimento. A volte serve cambiare prospettiva per accorgersi che in fondo non era proprio tutto così male. O forse si e qui veniamo al punto 4

 

Non crearti false aspettative

Che il tuo lavoro sarà per sempre quello, che la tua azienda è solida e non fallirà mai, che per te non cambierà mai niente.

Niente false aspettative (le aspettative sono quasi tutte false perchè nessuno di noi è un veggente), cerca piuttosto di crearti opportunità nuove. Se dal punto 3 hai capito che è tutto orribile è il monento di crearti l’opportunità di cambiare!

 

Investi

Quello che guadagni nel tuo lavoro devi investirlo in te!

Tutto in te perchè lavori solo per te! Non esiste più l’attaccamento all’azienda, l’azienda padronale dove sei parte di una famiglia. Sveglia! Se domani decidono che la tua mansione non è più necessaria tu sei a casa. Fine dei giochi, o meglio, fine di quel gioco. Perchè se nel frattempo avrai utilizzato ciò che hai guadagnato per investire in te stesso allora avrai capito che l’unica azienda per cui vale la pena di sputare sangue sei tu.

Sei tu che con quello stipendio hai scelto di comprarti quel corso di ceramica ed hai imparato che la pazienza è forza, che hai scelto di spendere 3 mesi di stipendio in un viaggio da favola che ti ha fatto conoscere quanto odi dormire fuori casa.

 

 

 

 

 

 

Hai fatto scelte azzardate di cui ti sei spesso pentito ed ora la tua confort zone è più grande, così grande che non riesci più a vederne i confini, sei diventato una corporate!

 

In fin dei conti mettere sempre la propria professionalità e la propria persona al primo posto risulta importante per non perdere di vista la priorità: se stessi.

 

Se hai altre “mosse” per sopravvivere al complicato mondo delle aziende fammi sapere.

L’unione fa la forza!

Claudia Gagliardini Magazine Tonico

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