Enterpreneur e dipendente. Si può!

La prima volta che abbiamo parlato del Magazine Tonico era lo scorso autunno… Era un’idea semifolle, nata tra amiche che si incontravano per festeggiare l’inaugurazione del laboratorio di una di loro… Ma ci piaceva l’idea di fare qualcosa di differente per il mondo dell’imprenditoria femminile. L’idea è stata accantonata per un po’, per mancanza di tempo, salvo tornare fuori in maniera prepotente e nuova, sottoforma di un weekend tra amiche, per poterci rilassare e stare insieme.. Ma si sa no? Tante donne insieme, possono generare un ciclone, e questo progetto è tornato a quel che era in origine, ovvero un aiuto, una formazione, attraverso competenze specifiche, scambio di idee e di opinioni, per tutti quelli (si, tutti, non solo imprenditoria femminile) che decidono di fare un salto nella loro vita lavorativa.

Ho pensato molto a cosa scrivere, per dare il via al mio spazio sul magazine, e, complice la serie Girl Boss, letteralmente divorata stanotte su Netflix, ho deciso di raccontarvi la mia esperienza, in una serie di puntate, o di pillole, che a me sono più congeniali.

Chi di voi mi conosce, sa che sono una farmacista e ho un blog da qualche anno, che si chiama Farmacia in pillole. Ma forse non tutti sanno che da qualche mese, sto diventando anche un’imprenditrice, un enterpreneur, come si dice adesso.

E non è per niente facile.

entrepreneur e dipendente

Ho sempre lavorato come dipendente, ma caratterialmente, mi è più affine la vita piena di responsabilità, di guai da risolvere e di cose nuove da fare. Non rinnego la mia vita passata, anzi, è stato proprio quello che mi ha portato qui, ma un conto è fare il tuo lavoro, un conto è inventarlo e viverci. Io non ci sono ancora arrivata, mi sto ancora tenendo stretta la mia farmacia, più per un fatto affettivo, lo ammetto. Adoro quel posto, l’ho fatto mio, lo sento mio e ci ho investito 4 anni della mia vita, con una soddisfazione immensa. Ma mi è sempre mancato avere qualcosa di mio, quindi, lo scorso anno ho pensato di creare qualcosa partendo da ciò che mi riesce meglio, dare al paziente una mano.

Non sono una buona samaritana, forse sono solo una perfezionista e una che mette cuore e anima nel suo lavoro. Di sicuro sono una che ama terribilmente le sfide. Quando, da piccola, mi chiedevano cosa avrei voluto fare da grande, rispondevo sempre “la scienziata” (immaginate vero? Che popolarità ho avuto nei miei anni pre adolescenziali, quando tutte volevano fare la ballerina), in origine perchè avrei voluto inventare una casa autopulente, cosa per cui darei un braccio ancora adesso, e in seguito, perchè durante gli studi universitari, ho scoperto la galenica, quel ramo farmaceutico che ti fa sentire un’alchimista alla ricerca della pietra filosofale, mentre mischia ingredienti e sostanze.


Ecco nascere la mia linea cosmetica e quella di integratori, che vedrà la luce tra pochi giorni. 

Ve lo confesso un segreto? Creare formule efficaci e sicure dal nulla, di cui una assolutamente innovativa sul mercato, è uno scherzo in confronto a quello che richiede diventare un’imprenditrice…. Innanzitutto, ho sistemato la mia posizione fiscale, aprendo una partita iva. Cosa non semplicissima da gestire, quando hai anche un lavoro full time. Chissà perchè, per lo stato italiano, è impensabile che una persona voglia avere due lavori full time nella sua vita, ma secondo voi mi son fatta fermare da questo? No, semplicemente pagherò più tasse di prima, ma qualcuno diceva che Parigi val ben una messa, e io sono sempre stata d’accordo con questo detto.

Secondo step, cercare un laboratorio per la produzione dei miei prodotti. Ci ho messo circa un anno, perchè trovare quello giusto è più complicato di trovare un ago in un pagliaio. Ho avuto più fortuna con la linea di creme, è stato decisamente più complicato per gli integratori.

Terzo step, creare il tuo lavoro da zero, e cercare di farlo nel tempo libero. Questo, chimicamente, corrisponde a un incremento stellare dei livelli di cortisolo!

Ho pensato molte volte di mollare il mio lavoro e di fare solo questo, ma la mia forza è essere una farmacista, aggiornarmi, ascoltare i pazienti. Probabilmente, se togliessi questa parte della mia vita, sarei l’ennesima enterpreneur, che non è un male, ma non è su questo che si basa la mia filosofia.

Nel manifesto del Magazine Tonico, spieghiamo quanto sia bello lavorare da casa, in ciabatte, ma quanto sia più potente ed efficace avere un confronto live con le persone. Per me è vitale, i miei lavori sono uno lo specchio dell’altro. Senza contare un piccolissimo particolare. Avviare un’attività costa, parecchio, e uno stipendio può far comodo quando ci sono decine di fatture da pagare.


Lo so, vi sto raccontando cose trite e ritrite, e chi legge questo magazine si aspetta di trovare contenuti nuovi e interessanti. Io sono qui per dirvi che si può, si può avere due lavori che funzionino, si può coordinare una vita privata con una vita lavorativa ( i miei amici avrebbero molto da ridire, lo so, ma per dovere di cronaca, vi informo che, appena finirò di scrivere quest articolo, andrò a un aperitivo di puro e semplice divertimento), sebbene con rinunce e sacrifici immensi.

Si, perchè nessuno ci pensa da subito, ma la vita della libera professionista è fatta di sacrifici superiori a quelli della dipendente. Per esempio, ho la schiena bloccata e tanto tanto dolorante da mercoledì, culminata con un dolore tale da impedirmi di respirare bene questa mattina, eppure non c’è scampo. Se devi lavorare, lavori anche se stai malissimo.


Ne vale la pena? Assolutamente si! Nonostante le ore di sonno perse, gli investimenti, le riunioni a vuoto, la difficoltà di far quadrare i conti ogni mese… Ne vale la pena per mille motivi, ma io ne ho uno in più. Ho un team tonico a disposizione, le mie ragazze, che hanno contribuito a risistemarmi completamente l’attività.

Si, il progetto Magazine Tonico, l’abbiamo prima sperimentato su noi stesse, con ottimi risultati. Abbiamo messo a disposizione di tutte noi, competenze tecniche, idee e punti di vista, rendendo i nostri business, primari o secondari, migliori, più efficaci, e migliorando sensibilmente la nostra qualità di vita lavorativa.

E soprattutto, avere una rete di salvataggio quando ti imbarchi in un’impresa davvero ardua, non è cosa da poco, credetemi…

 

Paola

 

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